A parte il fatto che Renzo Bossi, dopo essersi doverosamente dimesso per aver rubato soldi pubblici (nonostante uno stipendione pagato sempre con i soldi pubblici), si becchi pure una buonuscita di 40.000 euro; a parte il fatto che Alfano, Bersani e Casini, senza vergogna, definiscano “un disastro” la possibilità di eliminare il rimborso delle spese elettorali; a parte il fatto che _Report _(_tu quoque_) abbia proposto di introdurre una tassa su depositi e prelievi in banca, ossia uno risparmia, mette i soldi in banca e per recuperarli (i SUOI soldi, eh? mica roba rubata) debba pure pagarci su; a parte il fatto che, in piena crisi economica e con gente che ogni giorno si suicida per disperazione, TG e giornali non trovino di meglio da fare che ore e ore di sciacallaggio su un poveretto che è morto durante una partita di calcio; ecco, a parte tutto questo e altro ancora, una delle cose che più mi sconforta (o mi fa incazzare, dipende dal _mood _del momento) è il fatto che, sempre con i soldi pubblici, i partiti paghino fior di consulenti per infilare nelle nuove leggi, a trabocchetto, emendamenti per aumentare gli stipendi ai politici / bloccare le intercettazioni / ridurre i termini di prescrizione dei reati / eliminare direttamente i reati dal Codice Penale / censurare il web / e via andando.
Cioè, in pratica, siamo noi che paghiamo per farcela mettere inderghiul.